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Buon compleanno CIK!

Seoul, 25 maggio 1988: la rinascita del Kendo Italiano
Trent’anni fa, il 25 maggio 1988 a Seoul la CIK entrava ufficialmente nell’European Kendo Federation. Fu un evento epocale perché mise fine a quasi tre lustri di aspri scontri tra le organizzazioni italiane per ottenere il riconoscimento internazionale. A Seoul si affrontarono da un lato la FIK (Federazione Italiana Kendo), forte del riconoscimento del CONI, ma che aveva perso solo 3 mesi prima la grande maggioranza dei suoi elementi più rappresentativi, dall’altro la CIK (Confederazione Italiana Kendo), un cartello nato il 4 maggio di quell’anno tra l’AIK e i transfughi della FIK, che avevano costituito la FENIKE.
All’Assemblea EKF parteciparono, in qualità di semplici osservatori senza diritto di parola, i rappresentanti di entrambe le organizzazioni: da un lato Giancarlo Smurra per la CIK, dall’altro un avvocato, il cui nome non è passato alla storia, in sostituzione di Antonio Coladonati.
Era ormai risaputo che a Seoul, dopo anni di tentativi di conciliazioni impossibili, l’EKF avrebbe risolto con una prova di forza l’”Italian Dilemma”. E così fu: dopo un breve riassunto della situazione italiana da parte del Presidente dell’EKF, fu subito messa in votazione la scelta. E l’Assemblea scelse a maggioranza la CIK.
Con quella che è stata chiamata “la battaglia di Seoul” si chiude definitivamente il primo tribolato periodo del Kendo italiano e si apre quello dello sviluppo e della crescita tecnica che ha portato in trent’anni l’Italia, a diventare una delle Nazioni guida dell’Europa.
Buon compleanno CIK!

Franco Sarra

Seoul: 30 anni fa
Passa il tempo, è trascorso poco più di un quarto di secolo e… No, non sembra ieri. Quell’evento così importante per la vita federale della CIK rimarrà senza selfie e senza nessuna copertura social di nessun tipo. Altri tempi. Roba che raccontarla ora a qualche quarto dan di trent’anni anni, ti prenderebbe per un brontosauro lesso. Oggi la CIK è una bella realtà. Allora era un progetto. Il progetto di una barca da diporto, nata dopo tante tribolazioni in cantiere, che se la doveva vedere con una corazzata.
Il rapporto CIK-FIK era in questi termini.
Un primo ricordo, di quei giorni, è quello dell’espressione della faccia sorpresa e un poco sbigottita dei capi delegazione FIK all’aeroporto di Seoul quando videro Franco Sarra e me. Non se l’aspettavano. Franco ed io ci pagammo di tasca nostra il biglietto d’aereo. Solo così si poteva rappresentare la CIK oltre oceano. Un altro flash è legato al disappunto che creammo alla federazione koreana organizzatrice del Campionato del mondo di kendo (all’interno del quale era previsto l’assemblea EKF che doveva dirimere l’annosa questione Italia). Fu solo grazie ai buoni auspici del M° Kim Taek Joon che venimmo sistemati dignitosamente come seconda delegazione Italiana presente all’evento (la squadra FIK avrebbe gareggiato rappresentando l’Italia).
L’altro ricordo è legato al momento della votazione in assemblea EKF: il cuore mi batteva a mille, Franco ed io avevamo ben presente l’importanza di quella votazione. Era vivere o morire. Il risultato fu di tre contrari e quattro favorevoli. Il presidente EKF, Alain Ducarme, aveva fatto bene i conti. Infatti aveva anticipato la votazione, prevista a fine riunione, perché ancora non erano presenti due membri EKF che avrebbero potuto votare contro la CIK. L’ultima reminiscenza è legata alla stretta di mano, a fine assemblea, col presidente EKF e alla mia solenne promessa che la CIK avrebbe fatto di tutto per unificare il kendo italiano, senza risentimenti.
Quella sera con Franco ci concedemmo un brindisi bene augurante al futuro della neo accreditata CIK. Allora ci augurammo di crescere di numero e di mantenere quella lealtà ed onestà d’intenti che tanta differenza faceva allora con chi manovrava corazzate.
Devo dire che allora non credevamo possibile recuperare, in una generazione, tutto il discredito che si era accumulato sul kendo italiano. Oggi sembra impensabile, ma quando siamo partiti, 30 anni fa, a livello internazionale, la credibilità italiana era ai minimi termini. Se oggi il kendo e lo iaido italiano, con la sua confederazione accreditata EKF e IKF, gode del massimo rispetto è ad onore e vanto di tutti: praticanti e dirigenti. Non crogioliamoci sugli allori, guardiamo in faccia le nuove sfide che ci si parano davanti, ma, anche, riconosciamo i grandi risultati raggiunti. Auguri CIK, altri 30 anni di questi successi.

Giancarlo Smurra

Guardando al futuro
Ho letto i ricordi degli amici Franco e Giancarlo e non farò come Rashomon, aggiungendo  la mia versione, anche a Seoul c’ero anch’io – seppur come bassa manovalanza, facendo parte della squadra italiana che alla fine non partecipò al torneo per i noti motivi.
Ricordo solo che l’hotel dove alloggiavamo si chiamava, ironia della sorte, “Nostalgia”…
Per il resto sono stati per molti di noi trent’anni di piacevole ma intenso lavoro, densi di soddisfazioni e risultati che, allora, non avremmo nemmeno osato immaginare.
Ora si tratta di guardare avanti con la certezza che, se siamo arrivati fin qui con le risibili risorse di cui disponevamo quando abbiamo iniziato questa avventura, il futuro non potrà che portarci cose ancora più positive per un armonico sviluppo delle nostre amate discipline.
Buon anniversario CIK!

Gianfranco Moretti

30 anni di CIK
In altre nazioni, più propense alle celebrazioni di quanto non lo siamo noi, questo evento sarebbe stato anticipato con un countdown almeno annuale, annunciato con gran pompa e celebrato con manifestazioni stravaganti.
In Italia abbiamo fatto passare in colpevole silenzio il primo decennio, perchè eravamo una confederazione vera e non di nome (e quindi ogni componente aveva i propri anniversari da curare), abbiamo lasciato correre il secondo decennio (forse perche stavamo faticando per diventare una cosa sola e non ce la sentivamo tanto di festeggiare il ventennio). Finalmente siamo arrivati ai trenta ed evidentemente questa età ci si addice e quindi, alla buon’ora, la celebriamo.
Abbiamo tutti i motivi di battere la grancassa, perchè siamo una delle più grandi federazioni europee, abbiamo un rappresentante che siede al tavolo del kendo mondiale (e una al tavolo europeo), godiamo di grande stima per le capacità organizzative dimostrate negli anni. È bene ricordare tutto questo, perchè, con il solito spiritaccio italico, siamo sempre più propensi a lagnarci di quello che vorremmo diverso, più che a prendere atto dell’immenso progresso fatto in questi trent’anni.
Io c’ero, quando la Fenike nacque: per caso, ma c’ero. Ero allora nella disgraziata FIK, non per scelta: ma fu per scelta che il mio dojo di allora decise di aderire al progetto Fenike, per metter fine alle condizioni umilianti a cui la FIK/FIS/CONI aveva costretto il kendo italiano: gestiti da sfruttatori, da manovratori di professione, che avevano come unico talento la falsificazione dei bilanci e la generazione di società fasulle. Fu l’inizio della riscossa, perchè con tutta la fatica del mondo, AIK e Fenike riuscirono a trovare un punto di contatto, forse il solo: il desiderio di far parte della comunità internazionale del kendo, in opposizione all’incistamento in una federazionucola autoreferenziale, che regalava i gradi per simpatia e per clientela. Solo in questo modo, accettando la regola mondiale, la CIK ha meritato il rispetto e l’attenzione dei più grandi maestri giapponesi e si è aperta al progresso tecnico e alla crescita morale. Quello che accadde a Seoul fu la conferma della correttezza di questa scelta.
Io credo profondamente che la responsabilità che ci siamo presi, di portare avanti il kendo, lo iaido, il jodo e la naginata nel rispetto delle regole e nell’abbraccio della comunità internazionale, sia ciò che ci nobilita – abbiamo trent’anni difficili dietro di noi a provarlo e certamente ben di più davanti per confermarlo.

Donatella Castelli

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Per leggere l’articolo di Franco Sarra usato in copertina, “Ha vinto il Kendo”, cliccate *qui*.

L'Autore dell'Articolo

cik

La Confederazione Italiana Kendo (CIK) si occupa di promuovere le discipline di Kendo, Iaido, Jodo e Naginata sul territorio italiano.

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