Iaido

Kangeiko di iaido con Kusama sensei e Mikawa sensei

Il 24 e il 25 novembre 2018, a Modena, ha avuto luogo il Kangeiko di iaido organizzato dalla CIK. Numerosi gli iaidoka accorsi da tutta la penisola per seguire il seminario diretto dall’ottavo dan hanshi Kusama Junichi sensei e dall’ottavo dan kyoshi Mikawa Noriaki sensei, quest’ultimo alla sua prima esperienza nel nostro Paese.

Sabato mattina abbiamo assistito ad una dimostrazione di Mikawa sensei, in occasione della quale Kusama sensei ci ha illustrato i più recenti aggiornamenti dello stile Zenkenren e non ha perso occasione per ricordarci i punti fondamentali di ogni kata, rendendosi disponibile per rispondere alle domande dei convenuti. Nel pomeriggio, siamo stati divisi in due gruppi, gli stessi nei quali abbiamo studiato domenica mattina: Mikawa sensei ha curato la preparazione dei principianti fino al terzo dan incluso, Kusama sensei si è dedicato al gruppo avanzati, dal quarto al settimo dan.

Mikawa sensei è stato molto efficiente nell’organizzarci subito in file precise, dividendoci in tre grandi gruppi (mudan e shodan, nidan, sandan) e lasciando che gli esaminandi che avrebbero dovuto affrontare la prova di passaggio di grado occupassero sempre le prime file. La pratica del nostro gruppo è andata avanti a ritmo davvero serrato, siamo stati interrotti solo per brevi suggerimenti e osservazioni da parte del sensei, che ci ha illustrato diversi kihon per venire incontro alle nostre necessità di crescita.

Mikawa sensei, informato dell’articolo che avrei scritto in ricordo del kangeiko, si è detto onorato d’essere stato invitato in Italia, dove spera di tornare per vederci cambiati e migliorati. Ci ha incoraggiati con tutto il cuore a praticare iaido eliminando qualsiasi pensiero o movimento inutile, lavorando con maggiore attenzione alla tecnica e sempre mettendo passione in ogni movimento. Il suo consiglio per tutti i praticanti d’Italia è stato quello di non cercare una strada veloce, perchè non ne esiste nessuna: bisogna praticare, studiare, con passione e concentratamente, per riuscire a crescere nel migliore dei modi. Dobbiamo cercare e seguire i migliori esempi, se vogliamo proseguire correttamente lungo la Via dello iaido.

Confrontandomi con amici e compagni appartenenti all’altro gruppo di studio, ho scoperto che anche Kusama sensei ha manifestato posizioni simili. I maestri giapponesi si sono espressi con severità sullo iaido italiano, una severità che però non dobbiamo intendere come offensiva: Mikawa sensei ha donato alla federazione un’opera di calligrafia di suo pugno, raffigurante il kanji “makoto”. Si tratta di una delle virtù fondamentali del budo, e significa (molto in breve) “completa sincerità”. Finchè crediamo che il nostro iaido vada bene com’è, finchè ci accoccoliamo sui complimenti che ci lusingano e rendono ancora più comoda la nostra comfort zone, non potremo mai crescere. Le critiche servono, e per essere davvero efficaci occorrono maestri volenterosi di muoverne e orecchie pronte ad ascoltarli.

Sono stata lieta d’aver potuto prendere parte ad un seminario tanto ben strutturato e ricco di contenuti. Sono grata alla federazione per l’organizzazione, ai sensei per il lungo viaggio che hanno fatto per noi e a tutti i compagni che hanno partecipato, mettendo in gioco loro stessi.

L'Autore dell'Articolo

Chiara Bonacina

Chiara Bonacina

Web content writer bergamasca, vive a Torino. Si è laureata in Scienze Filosofiche in seguito all'approfondimento dei legami culturali fra Giappone ed Europa. Fa parte della nazionale di iaido dal 2013 e per questo si ritiene molto fortunata, essendo innamorata della disciplina che pratica.

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