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Selezione della Nazionale e Taikai: un week end dedicato allo Iaido

SGT Kiryoku, Kiryoku Roma, Shisei, Circolo Scherma Savona Kendo e Akitsukai Lucca

Sabato 30 giugno e domenica 1 luglio, nella bellissima Lucca, si sono svolti rispettivamente l’ultimo allenamento utile alla selezione della nazionale italiana di iaido e il CIK taikai.
I commissari tecnici Claudio Zanoni (6 dan renshi) e Davide De Vecchi (5 dan) hanno scelto di dedicare la mattinata di sabato alle prove di gara, esercizi utili non solo ad allenare i tempi di esecuzione corretti ma soprattutto a familiarizzare con l’ansia da prestazione sullo shiaijo. Noi atleti siamo stati divisi in due grandi gruppi – mudan, shodan e nidan da una parte, sandan, yondan, godan e rokudan dall’altra – e abbiamo occupato due aree diverse, dove competitori e “arbitri” si sono alternati con impegno e concentrazione fino all’ora di pranzo.
Nel pomeriggio siamo stati raggiunti dai partecipanti al seminario arbitrale CIK: alcuni di noi hanno partecipato in qualità di aspiranti arbitri, altri si sono prestati a turno come competitori volontari intanto che il resto del gruppo nazionale prendeva parte ad un allenamento sui dodici kata di Zenkenren volto a lavorare sui punti più critici notati in mattinata.

Muganokai Pisa

Domenica mattina, in un palazzetto più affollato, ha avuto inizio la gara vera e propria. I terzi dan hanno cominciato a misurarsi nelle pool per ultimi, quindi ho avuto modo di osservare tanti shiai prima di disputarne uno a mia volta. Tutti hanno fatto del loro meglio, sprezzanti della temperatura inclemente. Per quanto possa comprenderne al mio livello, mi è parso di vedere uno iaido sempre più bello e più amato, se così mi concedete di definire l’intensità di pratica che ho avvertito nel corso della giornata.
L’esperienza è stata decisamente faticosa, per me, ma credo più che altro di poterla definire ricca. In questi giorni mi è capitato di interrogarmi sulle ragioni per le quali mi piaccia tanto praticare iaido agonistico. Non è sempre un’esperienza appagante, se la vogliamo considerare sotto l’aspetto del risultato finale, anzi, si trova sempre quella cosa che non va, che non sarebbe dovuta succedere, sulla quale ci tormenteremo nei mesi a venire… Ma quale misera indagine sarebbe la nostra, se guardassimo al giorno della competizione solo in base al rivestimento della medaglia che possiamo ottenere o meno. Ciò che secondo me dà valore a queste giornate è quello che fa da sfondo ad ogni shiai, la lunga storia all’interno della quale tutti siamo personaggi e il taikai è solo un evento di poche pagine.

Genbukan Bologna

Se ripenso a domenica, quello che mi viene in mente sono la luce negli occhi dei miei amici di ogni età pronti ad entrare in area, i timori e le speranze di chi osservava dagli spalti, quel crampo allo stomaco puntuale, forte e freddo che sospende qualsiasi funzione metabolica, l’acqua che non è mai abbastanza, quella canzone che ho ascoltato dividendomi gli auricolari con il mio primo avversario e che dopo quel gesto mi ha dato la sensazione di scendere sullo shiaijo con me, non contro di me. Niente di tutto questo sarebbe avvenuto se la vera essenza del taikai di domenica non fosse stata quella di un incontro fra persone dedite allo iaido e sinceramente appassionate ad esso.
In conclusione, vorrei ringraziare l’organizzazione cik che si è prodigata come sempre nella realizzazione di questo evento e tutti colori che sono intervenuti, donando per esso il loro tempo e le loro energie. Un ringraziamento particolare è d’obbligo nei confronti dei praticanti locali, che oltre ad essersi adoperati in ogni modo per rendere il soggiorno piacevole sono riusciti ad ottenere i bei palazzetti che ci hanno ospitati sabato e domenica senza oneri per la federazione.

L'Autore dell'Articolo

Chiara Bonacina

Chiara Bonacina

Web content writer bergamasca, vive a Torino. Si è laureata in Scienze Filosofiche in seguito all'approfondimento dei legami culturali fra Giappone ed Europa. Fa parte della nazionale di iaido dal 2013 e per questo si ritiene molto fortunata, essendo innamorata della disciplina che pratica.

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